C’è un piccolo luogo in Friuli, circondato da verde e battuto da sole e vento, dove succede qualcosa di raro. Succede che persone molto diverse – per età, stile, storia, passioni – si ritrovino sotto la stessa tenda, e lì stiano bene. Succede che i silenzi vengano rispettati, le stranezze accolte, i sorrisi moltiplicati. Succede Festintenda.

In un mondo che ci invita ogni giorno a dividerci, a schierarci, a etichettare, Festintenda fa il gesto più semplice e rivoluzionario che esista: abbassa le barriere. Le toglie proprio. E al loro posto, mette coperte, tavoli, tamburi, parole, musica, torte fatte in casa, abbracci che non chiedono il permesso.

Il potere della diversità

Ciò che colpisce chi entra per la prima volta nell’area di Festintenda non è solo l’atmosfera accogliente, ma il miscuglio bellissimo di umanità che vi si muove dentro. C’è chi arriva per ballare, chi per ascoltare, chi per mettere su un mercatino, chi per suonare in jam improvvisate, chi per respirare un’aria diversa dal solito. E tutti, magicamente, trovano posto.

Non serve avere un ruolo. Non serve “essere qualcosa”. A Festintenda puoi essere semplicemente te stesso, e nessuno ti chiederà di più.

La magia dell’incontro

La vera forza del progetto è che riesce a tenere insieme gli opposti senza mai forzarli a coincidere. C’è spazio per chi cerca profondità e per chi vuole solo rilassarsi. Per chi ha voglia di parlare e per chi preferisce ascoltare. Per chi danza e per chi osserva. In un’epoca di specializzazione estrema, dove tutto è settoriale, Festintenda mette in scena l’interezza, la commistione, la meravigliosa confusione di una comunità che si costruisce camminando.

Non serve spiegare

Forse è per questo che chi torna ogni anno lo fa con una strana emozione nello stomaco. Non per un programma o un evento in particolare, ma per quel sentire collettivo che è difficile da spiegare a chi non c’è stato. È come un ritmo sotto la pelle: lo riconosci, lo segui, e ti accorgi che non sei più solo a ballarlo.

A Festintenda non ci sono “pubblici”. Ci sono persone. E questa semplice differenza cambia tutto.

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